L’altra metà del sogno

Torna, con grande calma estiva, l’ultima recensione di libri fichi che potete mettere in valigia…o sul vostro device, come in questo caso.

I libri dell’estate sono sicuramente targati Delos Digital nella collana Dystopica ed eccoci qui a parlare dell’estremo racconto lungo L’altra metà del sogno di Debora Donadel.

Estremo, ho detto. Sì, eliminando l’intenzione negativa, rimane il significato di andare oltre i limiti imposti da altri o da sé e talvolta, abbiamo davvero bisogno di spingerci proprio alle estremità per ritrovarci. Gli estremi, dal canto loro, nella loro opposizione tendono a somigliarsi nella loro lotta vicendevole ed è questo il caso dei due mondi descritti.

L’altra metà del sogno racconta di un mondo diviso in due: da una parte, gli uomini vivono per sfogarsi su donne schiavizzate, veri e propri oggetti, che vivono in cubi di vetro senza vestiti, in una società il cui fine è la riproduzione del cromosoma Y; dall’altra, le donne possono avere relazioni con altre donne oppure scegliere il nubilato e si riproducono solo con la fecondazione in vitro, mentre gli uomini sono domestici e servi incoscienti, come le persone considerate male assegnate, rasate e utilizzate come robot.

Quella di Donadel è una visione manichea in cui nessuno ha ragione e la mostruosità si annida in entrambi i tipi di società. Senza fare spoiler, i ribelli sono ovviamente coloro che non possono riconoscersi in un sistema categorico ormai retrogrado: mi riferisco alle persone non binarie e alle persone omosessuali in particolare, che qui hanno un ruolo salvifico non indifferente.

Si tratta di una lettura piacevole malgrado la forza della storia, che impone una serie di riflessioni durante e dopo la lettura. Come già Naomi Alderman ci aveva mostrato con il controverso Le ragazze elettriche, è necessario superare le duologie buono/cattivo, donna/uomo, natura/cultura e così via per costruire un mondo che sia realmente giusto e rispettoso verso qualunque forma di vita. Il problema è che ancora oggi abbiamo bisogno che ci venga ripetuto che le donne non sono oggetti sessuali e che gli uomini sono anche senzienti, ma d’altro canto come potrebbe essere diversamente, se nel 2022 esiste il catcalling, il mansplaining, il body shaming e tutti gli abusi fisici e psicologici verso le persone LGBTQIA+., per non parlare del diritto all’aborto.

Questo racconto lungo mi ha anche ricordato quanto mi piacerebbe che anche gli uomini cisgender, eterosessuali ed eteronormativi facessero sentire la propria voce e che parlassero di quel che vedono, perché è troppo facile credersi non coinvolti e non prendere posizione. Per favore, basta solo chiedere rispetto per una vostra amica e difendere i diritti di coloro che non ce li hanno perché così dicono le carte: occorre un grande sforzo?

Consiglio la lettura? Ma certo e dalla vostra avete anche la brevità e il dispositivo, per cui è ideale per le vacanze ovunque voi siate!

Buone vacanze (se non le avete ancora fatte, senno come me buon riposo!)

Betta La Talpa

P.S. Trovate il libro su LaFeltrinelli e IBS

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