Vampiri urbani

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Il 2021 è stato ricco di sorprese e avventure, quindi direi che per qualche giorno potrei permettermi di andare in vacanza: sul divano, a guardare film mai cominciati per mancanza di tempo e leggere per non recensire, solo per il gusto di farlo! Come tutti, vengo anche dai bagordi del Natale per cui bisogna andare a correre per recuperare la linea e arrivare a fine anno freschi come una rosa…o quasi.

Chiudiamo il calendario editoriale del blog con un libro provocatorio e sopra le righe di una casa editrice che ho scoperto proprio quest’anno e che mi è davvero simpatica: Catartica Edizioni. Il libro di oggi ha un titolo e un tema molto interessanti, ben sviluppati da un autore che sa come parlare al pubblico e che sicuramente verrà apprezzato dalle frotte di 20-30enni in grado di capire il degrado socio-culturale a cui stiamo andando incontro. Vampiri urbani è una raccolta di racconti, anzi di voci da New Orleans, il quartiere degli immigrati e dei marginali.

Surreale e assurdo eppure così tanto vero nel raccontare quanto sia difficile approcciarsi agli altri in un mondo che ci confonde, in cui tutti sono amici ma di cui non ci si può davvero fidare, la breve raccolta lascia che il lettore incontri alcuni dei personaggi più rappresentativi del quartiere, da Porcello alla mayasa (protagonisti dei miei racconti capitoli preferiti). Comunità e psicologhe, cooperative e tossici e disagi di ogni genere sono i personaggi di questo piccolo universo che è comune a tutte le città, ma di cui in molti sentono solo parlare in maniera distorta o con cui non vogliono avere nulla a che fare perché è il punto più basso del gradino sociale. L’urbanesimo, lo sappiamo, ha fatto anche molti danni da quando è nato.

Essi sono i mostri, i succhia-sangue della parte buona della società, lavoratrice e beneducata, religiosa e sempre dalla parte del giusto, che paga le tasse e fa beneficienza a chi non vede. Ma se dietro tutta la facciata della normalità si nascondono finzioni e abusi, non è forse meglio avere l’aspetto da mostro e vivere da tale? Piuttosto che crogiolarsi nella propria routine quotidiana decisa da altri, vivere da mostro non è garanzia di libertà?

Paolo Lubinu scrive in maniera fluida quel che tanti spacciano come contemporaneità o stream of consciusness, pur sapendo che non sono un paio di cazzi, culi e overdose a rendere un libro contemporaneo. Non è, personalmente, uno stile che amo molto, ma in ogni caso l’autore fa un ottimo lavoro: le scelte di linguaggio e di stile sono del tutto adeguate alla materia trattata e ai diversi punti di vista. D’altronde, non c’è da stupirsi; Lubinu è direttore editoriale di Underground X ed editor per maxottantotto edizioni, nonché sceneggiatore per alcuni registi sardi. Uno che il suo lavoro lo sa fare, insomma.

Di certo non è una lettura per tutti né di buoni sentimenti, come sarebbe giusto fare in periodo Natalizio-Capodannesco. Ma Betta La Talpa sostiene il pensiero divergente e in direzione ostinata e contraria, quindi eccovi il consiglio di lettura per finire il dannato 2021!

Un abbraccio e fate i cattiv*,

Betta La Talpa

P.S. Potete trovare Vampiri urbani su LaFeltrinelli e IBS.

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