Interazioni – Margherita Fasano

Il dialogo è una forma che ho sempre apprezzato nella letteratura e credo che, in qualsiasi genere, sia fondamentale per la buona qualità di un libro: un dialogo scritto male, per quanto azione e descrizioni siano buone, può affossare tutto il lavoro di uno scrittore!

Ma non è questo il caso e oggi diamo il benvenuto a Margherita Fasano, che mi ha conquistata con la sua cortesia e la sua dolcezza…e l’età, quando trovo i coetanei o quasi avverto una certa goduria e penso che sia mio dovere sacrosanto aiutare la mia generazione!

La nostra ha alle spalle una buona carriera, ancora agli esordi ma che sono sicura di lungo corso: il romanzo breve Il mio segreto per Edizioni Montag, la raccolta poetica Sbocciare dalla banalità per Apollo Edizioni e l’ultima fatica letteraria per cui siamo qui oggi, Interazioni edito da Dialoghi.

Di certo, va apprezzata la capacità dell’autrice di muoversi tra registri e stili diversi, qualità distinta non solo nella sua carriera ma anche nella stessa opera Interazioni, una raccolta di dialoghi che l’autrice dichiara di ispirazione leopardiana (quante reminiscenze scolastiche delle Operette morali? Su le mani!) Personalmente, ho avvertito più somiglianze con la produzione di Platone, con i suoi vari dialoghi di stampo filosofico, ma di sicuro non è un errore vedere la medesima ricchezza di situazioni presente in Leopardi. Alcuni potrebbero anche ritrovare le tematiche e le domande che Cesare Pavese si pone in Dialoghi con Leucò, ma in questo caso lo stile è molto diverso.

Fronte e retro della copertina

Ogni dialogo è incentrato sul rapporto tra due (o più) personaggi che pongono un opposto punto di vista riguardo a un tema: la morte, l’amore, l’esistenza dell’anima gemella, il valore dell’esperienza e così via. Nessuno dei partecipanti si mette nei panni dell’altro e a monte di tutto, come un deus ex machina, vi è la storia come è stata scritta, che non deve cambiare in quanto è già accaduta e accadrà in un numero infinito di volte…ma può essere ignorata. È il caso del Dialogo tra Ettore e Achille e il Dialogo tra Beowulf e Grendel, in cui l’immanenza della storia viene sviata da una nuova scelta di uno dei protagonisti. Altrove, l’autrice si spinge nell’analisi di se stessa e di chiunque si sia trovato/a a provare gli stessi sentimenti nei tanto filosofici quanto surreali Dialogo interiore quando parla una persona poco interessante e Dialogo a proposito dell’esistenza dell’anima gemella. Tra i miei preferiti, vorrei citare Dialogo tra una ragazza e una cartomante sull’essenza dell’amore e su cosa siamo disposti a fare per averlo, Dialogo tra un bambino e il rapitore, sull’altruismo e sul valore della conquista personale, e Dialogo tra un hacker e una ragazza depressa, che rappresenta esattamente me stessa giovedì sera.

Margherita Fasano si giostra con stili molto diversi da loro, dal semplice e colloquiale al surreale o al lirico (nel caso di bambini che parlano come Morpheus di Matrix) fino a una ricchezza di lessico filosofico che non ha nulla da invidiare all’opera di Jostein Gaarder, colui che ha reso pop la filosofia.

Un’opera che consiglio per l’originalità della struttura e la scorrevolezza della lettura, senza nulla togliere al contenuto provocatorio (in quanto pone delle domande senza dare risposte) e alla qualità generale del lavoro.

Grazie, Margherita, e a presto!

Un abbraccio a tutti voi,

Betta La Talpa

P.S. Trovate Interazioni qui e qui.

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RIPRODUZIONE RISERVATA

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