Forza, sediamoci a parlarne sul serio: chi crede negli alieni?

Stephen Hawking era il maggiore oppositore a questo teoria, con una piccola clausola a cui credo profondamente (anche perché per me, qualsiasi cosa il prof. Hawking dicesse, era il Verbo): potrebbe esistere una vita aliena nell’universo, anzi negli universi… ma diversa da quella che conosciamo. Dimentichiamoci quindi tutto il materiale che il cinema ci ha offerto dagli anni ’80 in poi, dalla musichetta di Incontri ravvicinati del Terzo Tipo alla military way di Indipendence Day, dalla versione americana del capolavoro che sarebbe La Guerra dei Mondi a tutto il mondo crossmediale di persone che avrebbero avuto contatti con entità extraterrestri, più o meno belligeranti. Hawking insegna, ma anche una lingua morta come il latino, che alienus significa sostanzialmente straniero, non tanto diverso o assurdo: su Marte sono state trovate particelle di quella che fu acqua, quindi vita. Aliena, ma non strana.

Detto questo, Cordero Edizioni lancia la sfida a tutti gli scettici con la storia di Albert (qui potete trovare il booktrailer), che in cinque giorni deve rispondere alla domanda del titolo. Ma di certo non è il solo ad essersela fatta: in generale tutte le religioni si pongono la questione delle origini e molte persone credono in una provenienza non terrestre del nostro DNA come di elementi che si trovano sul nostro pianeta. Eleonora Aldani dipana molto bene in Siamo nati tutti dallo stesso padre? una trama che rischia di essere un poco generica e già rodata in più media, destando la curiosità in appassionati della materia come in scettici ad ogni costo.

Un classico libro di fantascienza classica che fonde l’avventura spericolata con le riflessioni umane su cosa c’è oltre il cielo che vediamo, scorrevole per qualunque lettore anche se, per lo stile un poco didascalico e semplice, risulta particolarmente indicato a un target molto giovane.

Che crediate o meno agli alieni o ne siate interessati, credo che leggere sia sempre uno strumento che dia una risposta in più. O magari, metterci in testa nuove domande.

Lunga vita e prosperità (grazie, Capitano Spaak)

Betta La Talpa

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