Kid – Il ragazzo che voleva essere Diabolik – Review Party

Avevo più o meno 9 anni quando, prima dell’inizio della scuola, io e mia sorella fummo portate a comprare tutto il necessario per quell’anno: pastelli, quaderni, accessori vari come utilissime etichette ed evidenziatori che oggi mi accecherebbero. Fra le varie cose, ricordo che scegliemmo due raccoglitori ad anelli, in teoria per la scuola, nei fatti per la nostra florida collezione delle carte Pokèmon. Non ricordo bene perché, ma entrambi avevano in copertina lo sguardo gelido di Diabolik.

Non sono mai stata una vera e propria lettrice di Diabolik, ma ha sempre avuto per me quel fascino criminale che mi incutono certi cyberattivisti, hacker dai nobili fini come Anonymous e alcuni ladri che compivano vere e proprie epopee per rubare un preziosissimo malloppo e scappare indisturbati, magari anche ricchi.

Per questo, non mi sorprende che il dodicenne Kid Clermont scelga come eroe l’inafferrabile ladro nato il 1 novembre 1962 da Angela e Luciana Giussani con un albo intitolato evocativamente Il re del terrore, lungo giusto un viaggio in treno. Kid vive di adrenalina, ama correre al minicross (soprattutto, per far mangiare la polvere alla bella Vicky Lambert…) e allenarsi nel parkour. Ma nulla tiene il confronto con Diabolik, lo scaltro criminale che però ha un codice d’onore e armi straordinarie, sfugge alla legge dell’ispettore Ginko per seguire la propria, combatte i cattivi con intelligenza ed è leale con gli amici. E quelli che sono i suoi sogni su carta stampata sembrano prendere forma quando suo padre, il procuratore Mario Clermont, decide di mettere sotto la propria protezione una ragazzina coetanea di Kid: i suoi genitori sono stati uccisi perché investigavano su certi illeciti legati all’inquinamento, ma lei non ricorda nulla dell’incidente e il suo aspetto è stato cambiato per renderla irriconoscibile. Ora si chiama Evelyn, ha gli occhi azzurri ghiaccio e i capelli biondi. Proprio come Eva Kant, la celebre compagna di Diabolik.

La commistione tra un romanzo per ragazzi e un fumetto storico che è un vero orgoglio italiano mi ha davvero divertita ed emozionata. La lettura è consigliata a un pubblico pre-adolescente, ma sono sicura che anche chi, come me, è un po’ più grandicello, si godrà le avventure dei giovani cosplayer di Diabolik ed Eva Kant. L’autore riesce infatti a tenere alta l’attenzione del pubblico designato pur facendo un occhiolino ai più grandi, un po’ come John Lasseter con i film Disney-Pixar, con uno stile estremamente moderno ma allo stesso tempo classico per la narrativa per ragazzi.

D’altra parte, Guido Sgardoli ha alle spalle una buona esperienza nella letteratura per ragazzi (nonostante la sua professione ufficiale sia il veterinario!) e ha pubblicato questa nuova avventura dedicata al fan numero 1 del Re del Terrore con la casa editrice DeA Planeta Libri.

E questa lettura non solo mi ha intrattenuta perfettamente, ma mi ha stuzzicato ad approfondire la mia conoscenza, del tutto superficiale, di Diabolik, per cui va un sentito ringraziamento all’autore.

Un abbraccio,

Betta La Talpa

P.S. Potete trovare il romanzo qui e qui.

P.P.S. Se tutto va bene, il 31 dicembre avremo l’occasione di vedere Luca Marinelli nella calzamaglia di Diabolik e la rossa Miriam Leone tinta di biondo come Eva Kant, io non vedo l’ora!

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