Premetto che non sono un’amante dei cosiddetti Young Adult e non amo ritrovare troppo digitale nei libri che leggo, salvo rare eccezioni (nella fantascienza o in dosi scarse, giusto per verosimiglianza e adesione alla realtà). Quando Nicolò Orlandini mi ha proposto di recensire la sua auto-pubblicazione, vista la giovane età ho accettato senza riserve e non ho dimandato oltre, come direbbe il Sommo Poeta: forse, dovrei essere un tantino più severa e chiedere maggiori informazioni… ma dove sarebbe il divertimento altrimenti? Il mio lavoro è fatto perlopiù di sorprese ed è giusto mantenersi aggiornati anche su ciò che spesso escludiamo a priori.

C’est la vie?, scritto a quattro mani da Nicolò Orlandini e Marco D’Alonzo (rispettivamente classe ’96 e ’95), è un buon esperimento e un prodotto finale ben costruito. Non urlo al capolavoro, ma sono davvero soddisfatta di aver trovato più professionalità in due ragazzi under 30, i quali si sono occupati addirittura della revisione precedente alla stampa (anche se tecnicamente il revisore è un esterno, ma si fa di necessità virtù), che in alcuni autori più senior convinti di aver scritto Il nome della rosa del XXI secolo.

I racconti vertono su personaggi adolescenti o post-tali, dal momento che oggi questo periodo di crescita sembra aver ampliato i suoi confini, cominciando prima e finendo dopo i limiti un tempo canonici: a volte, non termina nemmeno e l’individuo vive in una perenne adolescenza mentale. Il loro linguaggio, così ben imitato nello stile utilizzato da Orlandini, ripete a pappagallo ed esaspera tipi linguistici e modi di dire, nonché i concetti dietro le parole che riempiono le giornate dei ragazzi. Non c’è da stupirsi che in questi racconti, brevi e molto scorrevoli, sia data un’importanza che oserei dire capitale a Twitter, Instagram, ai social vari e al mondo che gli adolescenti vivono, dalla biblio alle stories. Non possono non venire in mente gli Young Adult che hanno scalato le classifiche e sono diventati fenomeni di costume, abbattendo le mura dei media e unendo in maniera estremamente fluida internet, editoria cartacea e cinema: Skam, My Dilemma is You, After e le sue versioni nostrane di questi anni e di cui ignoro i nomi.

Una lettura che consiglio, quindi, soprattutto in un momento simile in cui i ragazzi devono fare i conti con una normalità assurda, che non riescono a percepire come un pericolo (quanti ne vedo al parco a prendere il sole?) e che vivono attraverso smartphone, PC, tablet e da ultimo la TV, proprio a loro, che più che mai hanno bisogno di (ri)trovare un divano e un libro, il silenzio stampa e una merenda coi fratelli e i genitori.

Un abbraccio,

Betta La Talpa

P.S. Potete trovare l’antologia qui.

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