Romantic Guerrilla

Il bello delle collaborazioni, soprattutto internazionali, è che non sai mai che tipo di storia potrebbe capitarti in mano. Figuratevi quando mi ha contattata DS Kumar, dall’India, per la recensione del suo romanzo (satirico, come lo ha definito) Romantic Guerrilla. Di letteratura indiana, lo confesso, so poco e niente e altrettanto ho letto: Vikram Seth, Arundhati Roy, Rupi Kaur (cresciuta canadese), Rabindranath Tagore e… basta. Perciò, quando si ha l’occasione di leggere letteratura indiana contemporanea, con che coraggio si può rifiutare?

Romantic Guerrilla, per farla breve, è la storia del giovane imprenditore Subash Bodhi, il quale decide di lanciare sul mercato uno speciale energy drink a colpi di guerrilla marketing: proprio grazie al suo staff del tutto inadeguato, tra cui ragazze squillo, attrici osé, lottatori e hacker, ingaggia una lotta all’ultimo centesimo contro la famiglia Bhasani, leader del mercato. Mica male, no?

Partiamo dal lato positivo di questo esperimento. Sicuramente, l’effetto finale della lettura è quello di Le dodici domande di Vikas Swarup, da cui Danny Boyle ha tratto il bellissimo The Millionaire (2008): ovvero, la rappresentazione dell’urbanizzazione e della società contemporanea indiana si scontra con l’immagine che di essa ha la coscienza occidentale. DS Kumar ha preso un romanzo pulp e decisamente pop e lo ha piazzato un un’ambientazione inusuale, denunciando gli attuali problemi dell’India e andando contro l’immaginario comune di un’India coloratissima e perennemente in pace col mondo. Ogni tanto, vale la pena ricordare su che pianeta viviamo.

I problemi arrivano quando, anche già all’inizio della lettura, ciò che si legge non concorda con quello che DS Kumar afferma nella presentazione del suo libro (autopubblicato). Innanzi tutto, l’influenza di Vikas Swarup è chiara; quella di Irvine Welsh, non pervenuta; quella di Chuck Palahniuk… troppo eccessiva, e più che rifarsi a Fight Club, che l’autore nomina a sua discolpa, richiama Soffocare e quell’adorabile coglione del suo protagonista, Victor Mancini. Si aggiunge a questa confusione di ispirazioni un errore di valutazione del genere, che non capisco bene da dove provenga: in Romantic Guerrilla non c’è mistero né suspense né tantomeno thriller o il dramma legato a un’atroce vendetta. Non è, soprattutto, un romanzo satirico, come il sottotitolo dichiara convintissimo, ed è ben lontano dall’avere qualcosa di psicologico in sé. Se devo trovare due aggettivi che definiscano questo romanzo, lo definirei picaresco, rocambolesco, pop e pulp, che non sono di certo una sminuita del suo valore, ma una targetizzazione più corretta.

Come il target è sbagliato, lo è anche il linguaggio scelto: piatto, con un registro tristemente medio e uno stile semplice e grammaticalmente perfetto. Dalla presentazione, mi sarei aspettata molto più slang e turpiloquio!

È triste, ma a volte capita che le aspettative del lettore vengano deluse. In questo caso, il romanzo è stato presentato in maniera sbagliata. Con qualche aggiustamento dello stile e dei paratesti, sì che avremmo un nuovo Vikas Swarup!

अलविदा (alavida)

Betta La Talpa

P.S. Trovate la vostra copia qui.

PRODUZIONE RISERVATA

English capture below

The best thing of collaborations, overmore international ones, is that you can never know what type of tale is going to you. You can’t imagine when DS Kumar, from India, has contacted me for a review about his novel (he defines it satyrical) Romantic Guerrilla. About Indian literature, I confess, I don’t know much and the same I’ve read: Vikram Seth, Arundhati Roy, Rupi Kaur (grown up in Canada), Ribindranathan Tagore and… stop. For this reason, when you have an opportunity of reading contemporanea Indian literature, how dare you rejecting?

Romantic Guerrilla, to be brief, is young entrepeneur Subash Bodhi’s story, of his decision of selling a special energy drink with guerrilla marketing: thanks to his foolish team, with call girls, actress in adult movies, fighters and hackers, he starts a bloody battle against Bhasani family, market’s leader. Not so bad, it isn’t?

Let’s start from this experiment’s positive side. Surely, the final effect of reading is Vikas Swarup Q&A‘s one, from which Danny Boyle has inspired for wonderful Slumdog Millionaire (2008): that’s the representation of inhurbanitation and contemporanea Indian society goes against the imagine which occidental conscience has of it. DS Kumar has picked a pop and pulp novel and put it in an unusual ambient, denouncing nowadays problems in India and going against the common idea of colorful and peaceful India. Sometimes, we deserve to remember in which planet we live on.

Problems arrive when, in the beginning of reading, what are we reading doesn’t agree with what DS Kumar says in presenting his book (self published). First of all, Vikas Swarup’s influence is clear; Irvine Welsh’s one, not at all; Chuck Palahniuk’s one… too much, and is more like Choke and its adorable jerk main character Victor Mancini than Fight Club, which the author nominates. To this confusion of influences a mistake about genres is added and I don’t understand where it comes from: in Romantic Guerrilla there is no mystery, no suspence, no thriller at all or vengeance drama. Overmore, it’s not a satirical novel, as the subtitle says, and it’s far from being a psychological novel. If I have to choose two adjectives for this novel, I should say picaresque, rocambolesque, pop and pulp, which are not some negatives characteristics, but a better target.

As the target, also the chosen language is wrong: basic, medium and a simple, grammarly correct style. By its introduction, I would expect more slang and bad words.

It’s sad, but sometimes it happens that reader’s expectations are not satisfied. In this case, the novel has been introduced in the wrong way. By some corrections in style and texts, I’m sure we will have a new Vikas Swarup!

अलविदा (alavida)

Betta La Talpa

P.S. You can find your copy here.

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