Chen Qiufan o lo sconcerto cinese

A quanto pare, gli articoli che esulano dalle proposte del mercato e da contenuti nazional-popolari non riscuotono successo sul web e sui social: vedasi il precedente Zamenhof o Ricordare per sempre.

Benissimo, peccato che non mi possa arrendere alla realtà dei fatti e pensi che gli strumenti di oggi non debbano servire solo all’intrattenimento, ma anche e soprattutto a ciò che è importante per la nostra società e per il nostro mondo in generale, per cui continui su questa linea operativa del tutto incurante della cosa.

Oggi parliamo infatti di fantascienza cinese. Lo so, ho detto che avremmo parlato di cose serie e la fantascienza non salva la gente che muore di fame. Neppure i cinesi, se per questo.

Eppure, quando lessi l’articolo “Chen Qiufan e la nuova fantascienza cinese” di minima&moralia (qui lo trovate), mi si aprì un mondo. Sapete quanto ami la fantascienza e, lo ammetto, non ho mai fatto parte di quegli adolescenti ossessionati dal Sol Levante o dall’Estremo Oriente tramite manga e anime: eppure quell’articolo mi sconvolse. Poi, lo scorso Bookpride, lo trovai al banchetto di Future Fiction (un’associazione culturale senza scopo di lucro, meravigliosa) e fu amore a prima vista.

Parlare e scrivere di fantascienza nel 2019 è parecchio strano. Voglio dire, Ritorno al futuro – Parte II è ambientato del 2015, 1984 appunto nel 1984, Ma gli androidi sognano pecore elettriche? ben nel 1992 (la sua versione cinematografica, Blade Runner, proprio nel 2019) e Il 6° giorno poco dopo il 2010. Non per niente, oggi cinema e letteratura sono stati conquistati, pardon invasi, dalle branchie più filosofiche e potenti del genere, ovvero la distopia e dall’ucronia: immaginare un futuro credibile dopo di noi è quantomeno complicato, visto che tutto ciò che era stato immaginato è stato in parte realizzato, se non superato, ma possiamo sempre pensare a come sarebbe il mondo se l’Apocalisse arrivasse davvero e a come sarebbe se… Hitler avesse vinto la guerra, se i russi non avessero sconfitto Napoleone, se la mela non fosse caduta sulla testa di Isaac Newton e via dicendo.

Poi dalla Cina arriva Chen, che rende i cinesi la rappresentazione dell’homo fantascientificus: per una volta, lo stereotipo di una popolazione diventa un’accusa verso la realtà che lo ha forgiato e che rischia di contaminare tutto il mondo. Ecco dunque lavoratori cyborg, inquinamento atmosferico che mina la psicologia stessa delle persone, la tecnologizzazione eccessiva e ossessiva. Per non parlare della società caleidoscopica e iperstimolata e della politica, in un paese che è ancora nei fatti un totalitarismo: per favore, non ditemi che Repubblica Popolare non è un lenzuolo per coprire Repubblica Socialista, dotata di riforme di mercato che privatizzano le proprietà dello Stato e governata dal solo Partito Comunista. Insomma, la fantascienza in questo caso è un’etichetta che rischia di soffocare il vero significato della letteratura di Qiufan, perché non si tratta più di invenzioni realizzabili fra moltissimi anni, ma di cambiamenti che potrebbero accadere tra dieci anni, un anno, sei mesi, domani.

In particolare, mi riferisco non solo alla più famosa opera di Qiufan, Waste Tide, che recupererò, ma a L’eterno addio, in cui la parola d’ordine è ibridazione. La Cina contemporanea è, come tanti paesi dell’est, in un momento storico particolarissimo, in cui cultura tradizionale e antichi saperi si fondono con il capitalismo e la globalizzazione (e qui non si può non ricordare Arthur C. Clarke e Philip Dick). Come Qiufan e sempre per Future Fiction, della Cina alle prese con la fantascienza, androidi e paure/speranze future si occupano Xia Jia (Festa di Primavera) e Ken Liu (Le onde), ma soprattutto Cixin Liu (Il problema dei tre corpi). Se, come me, volete approfondire la fantascienza cinese e siete solo all’inizio di questa straordinaria avventura, vi consiglio le antologie Nebula e Sinosfera per avere un ottimo sguardo d’insieme.

Noi siamo la fantascienza che è stata scritta, o meglio, non lo siamo ancora e non lo siamo totalmente. Magari, vediamo di non diventare quella che verrà pubblicata.

Un abbraccio tentacolare,

Betta La Talpa

P.S. Curiosi di sapere i nomi di altri autori cinesi di fantascienza? Potete trovarli su Wired e Tuttocina! Qui trovate Cixin Liu e qui Chen Qiufan.

RIPRODUZIONE RISERVATA

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